Abitare allineati con Sole, Luna e Pianeti per ritrovare un legame antico che dona armonia e benessere..

“Lo scopo è creare armonia tra vita individuale e cosmica, di cui siamo specchio: solo la quotidianità in accordo con le leggi di Natura è evolutiva. Nelle città il 75% degli edifici è orientato in maniera infausta e ciò contribuisce ai malesseri della società. L’Architettura Vedica, rispettando le leggi universali, è veicolo di equilibrio e crescita, identificando condizioni di vita ideali per godere dell’ordine e della creatività propri del Cosmo in continua espansione”.

Che cos’è lo Sthapatya Veda Maharishi?
“È la conoscenza che porta il funzionamento delle parti ad allinearsi con quello della totalità. Progettare una struttura Sthapatyavedica significa pianificare in relazione ai Poli e all’influenza del Sole, della Luna, dei Pianeti, che sono le nostre Controparti Cosmiche e corrispondono a gangli basali, talamo e ipotalamo. Tra noi e il Cosmo esiste un legame accertato da recenti ricerche di anatomia e fisiologia del sistema nervoso. E’ possibile creare una società sana – lo stato naturale dell’uomo è salute e felicità – basta essere in grado di mettersi in contatto con quel livello della realtà chiamato dai fisici Campo Unificato delle leggi di natura e conosciuto nella Scienza Vedica come Campo di Pura Coscienza”.

Come si traduce questa filosofia nel concreto?
“Lo Sthapatya-Veda fornisce indicazioni tecnicamente molto precise, come la direzione corretta in riferimento al percorso del Sole, l’influenza più forte della Legge Naturale sulla Terra.: non ci devono essee sono colline che ostruiscano per troppo tempo i riflessi dell’alba, portatori delle energie più sottili. Ben definito anche il corretto orientamento dell’entrata principale delle case: solo Est e Nord producono pace, prosperità e successo. E’ dimostrato che le cellule del talamo si attivano in modo diverso a seconda della direzione verso la quale siamo rivolti e questo influenza e promuove buone strutture e funzioni del nostro organismo. Tale tendenza istintiva del cervello segue le stesse leggi dell’Architettura Vedica, su cui si basa un progetto per una casa Staphatya Veda.

Il Vastupurushamandala
È uno dei diagrammi utilizzati per la disposizione planimetrica delle varie parti degli edifici e le funzioni che qui verranno svolte: un quadrato composto da 81 caselle, corrispondenti a divinità. Sulla diagonale, risultante di tutte le forze, giace il Vastu-Purusha, Spirito della Terra, con la testa verso Nord-Est: direzione della sacralità, connessa all’acqua, verso cui tutto deve scorrere, il terreno innanzitutto. L’angolo Sud-Est è legato al fuoco, al calore, a tutto ciò che richiede elettricità. Il Sud-Ovest è luogo degli antenati: pesante e compatto; il Nord-Ovest è Aria. Le stanze all’interno della casa sono dei collettori di queste energie. Ad esempio, lo studio si trova tra Ovest e Sud-Ovest, dove gli effetti della Luna amplificano capacità mentali e talenti. La camera da letto dei genitori a Sud: direzione della quiete; quella dei figli a Est: presiede l’apprendimento, salute e pulizia. L’Ovest, connesso all’elaborazione, accoglie il wc. Lo spazio di meditazione al ground zero: il Prana è legato alla superficie della Terra.

Le zone vulnerabili
Numerose linee Est-Ovest e Nord-Sud suddividono il diagramma: corrispondono a spina dorsale, vasi sanguigni, arterie e vene del corpo del Vastu- Purusha. Sono i punti marma, zone vulnerabili vitali, che non vanno ostruite con muri, pilastri, travi, porte, finestre: creerebbe squilibri anche irreparabili nella struttura dell’edificio ed effetti negativi per gli abitanti. Un esempio: ‘il posto di Brahma’, il Creatore. Occupa il centro del quadrato e corrisponde all’ombelico dell’uomo cosmico, punto che la medicina ayurvedica considera sorgente della vita, perché collega il feto alla madre. Il centro delle stanze non deve essere neppure calpestato, va mantenuto sgombro da oggetti, in modo che l’energia creatrice possa fluire liberamente.

I materiali
Tutti quelli scelti per una casa Staphatya Veda saranno riutilizzabili in futuro ma oggi sono nuovi. Infatti, al pari dei vestiti usati, i materiali trattengono la memoria, vibrano dei disagi di chi li ha portati. Si cerca di non sceglierne troppi: la varietà rende labile l’edificio. Scelto il legno ma solo il tronco, forte perché vicino alle radici. Le strutture di acciaio solo a terra, per evitare che, caricandosi di elettricità statica, influiscano sul campo magnetico. I mattoni rigorosamente compatti e senza incrinature. Retaggio di un rito antico: attraverso il modellamento del corpo in argilla passato nel fuoco ogni mattone riceveva uno spirito individuale.
“Oggi ci troviamo forse ad essere un po’ scettici nei confronti di un mito con tanto di divinità e demoni – Tuttavia, significati e saggezza celati nei testi indiani sono utili per trarre dei suggerimenti tuttora efficaci e validi”. – Arch. Simona Caloia (Architetto Stapahatya Veda)

Consigli vedici per armonizzare la propria casa
• Non ostacolare il flusso energetico: stacca i mobili dalle pareti
• Non rovesciare il campo di gravità: alleggerisci gli arredi sollevandoli con piedi alti
• Via libera alle librerie: il loro peso, la conoscenza, è benaccetto
• Non bloccare le vibrazioni telluriche benefiche: metti del gesso sotto il granito a quarzi; sì a marmo e arenarie
• Per dormire bene: no allo specchio di fronte letto, toglie energia al sonno
• Mangiare sereni: niente archi in cucina, dinamicizzano troppo lo spazio; sì a tavoli rotondi o irregolari
• Meditare e studiare: ottimo un soffitto spiovente
• Combattere lo stress: mattone cotto, arredi morbidi e comodi
• Moderare il fuoco interno: forme ordinate, amichevoli, senza spigoli
• Contrastare lentezza e pigrizia: specchi, luci, colori contrastanti e vivaci

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