Medicina Ayurvedica

MAHARISHI MAHESH YOGI

L’intelligenza della natura è connessa all’intelligenza del corpo materiale con la sua base nella coscienza.

Un grande uomo, un grande saggio; Maharishi Mahesh Yogi allievo di uno dei grandi saggi più amati dell’India Guru Dei Brahamanan Sasaraswati, è colui che ha portato in occidente la Meditazione Trascendentale, prezioso strumento per espandere la coscienza o consapevolezza. Maharishi in collaborazione con eminenti Medici Ayurvedici Indiani ha ricostruito e riportato alla luce una scienza perfetta: l’Ayurveda. Egli ha recuperato dai mille frammenti andati persi nei millenni, l’opera completa ed integrale, riproponendo in maniera moderna ed accessibile gli approcci pratici e teorici di una conoscenza dal valore inestimabile.

Il termine Ayurveda significa scienza della vita. Da Ayur = Scienza e da Veda = Vita.
E’ un sistema di conoscenze mediche tramandate in India da tempi immemorabili, non solamente orientate alla cura della malattia ma soprattutto ad un modo di vita che promuove salute e longevità libera da malattie, correggendo i sottili squilibri del corpo prima che si manifestino come fenomeni patologici. La scienza naturale ed olistica considera l’uomo un universo in se stesso, composto di corpo, mente, anima (microcosmo) inseparabilmente connesso all’intera esistenza cosmica (macrocosmo). L’Ayurveda comprende tutti gli aspetti del benessere degli esseri viventi, quello fisico, quello psichico e quello spirituale in quanto la vita umana è fatta di organi di senso, mente e anima.
L’armonia e l’equilibrio della persona non possono essere separati da quello della comunità, da quello della natura, da quello dell’universo perché la natura vibra in noi e noi vibriamo in essa.
Così cita il CHARAKA SAMHITA 243:
“L’individuo è lo specchio dell’universo. Tutti i fenomeni materiali e spirituali dell’universo sono presenti nell’individuo. Nello stesso modo tutti i fenomeni presenti nell’individuo sono contenuti nell’universo. Questo è il modo in cui il saggio percepisce la realtà”.
Per questo la malattia ha inizio quando sono violate le leggi della natura.

LA LEGGENDA

Ci si domanda perché l’Ayurveda arriva dall’India se è una conoscenza universale?
Perché questa nazione che è il cuore spirituale del mondo ha saputo custodire e conservare la Verità e la Conoscenza dell’Ayurveda.
In questa nazione più che altrove vivono ed hanno vissuto grandi saggi che sono incarnazioni dell’infinito. La conoscenza dell’Ayurveda è giunta a noi come prezioso dono dei Rishi (saggi veggenti), che la acquisirono immergendosi profondamente in loro stessi e nella natura.
Poiché le leggi di natura sono eterne come tutto il creato che governano, anche l’Ayurveda, che ne è l’esatta vibrazione, è una scienza eterna, senza principio né fine.
Secondo la leggenda fu Brahma il creatore a formulare i principi dell’Ayurveda, così dopo molte migliaia d’anni dei saggi illuminati mossi da pietà nel vedere l’umanità malata e sofferente, si raccolsero sui monti dell’Himalaya, implorando Brahma di rivelare agli uomini i segreti della scienza della salute. Brahma inviò sulla terra Indra suo messaggero ad incontrare Brihaspati, scelto dai saggi come il più puro di loro per ricevere la conoscenza che avrebbe alleviato le sofferenze dell’umanità.
La prima testimonianza dell’Ayurveda si ha nei Veda, la più antica e completa documentazione del sapere che l’umanità conosca (gli scritti sono in sanscrito, la madre di tutte le lingue in cui il nome contiene la forma) e compilati in versi che furono tramandati oralmente di generazione in generazione per migliaia d’anni prima di essere trascritti.
Vennero poi successivamente rielaborati in compilazioni chiamate Samhita. Oggi disponiamo di 3 opere giunte a noi in forma pressoché integrale: CHARAKA SAMHITA; SUSHRUTA SAMHITA; ASHTANGA HRIDAYA SAMHITA.

IL CHARAKA SAMHITA (1500 a.C.) il più antico dei tre testi, tratta dei fondamenti dell’Ayurveda, della struttura anatomica e della fisiologia del corpo umano, dei vari agenti eziologici, dei segni e dei sintomi delle varie malattie, i metodi per esaminare il paziente, il trattamento e la prognosi. Ampio spazio è dato alla prevenzione che comprende regimi quotidiani e stagionali, nozioni di dietetica e di comportamento. Inoltre terapie ringiovanenti e di prevenzione dell’invecchiamento che sono attualissime ed oggetto di studio della scienza moderna.

Il SUSHRUTA SAMHITA (1000 a.C.) è un testo di chirurgia ed ostetricia che tratta procedure chirurgiche come ad esempio trattare ferite, ascessi, ustioni, chirurgia in generale e plastica.

L’ASHTANGA HRIDAYA (200 a.C.) è una sintesi dei primi due testi.