Alimentazione

L’alimentazione nell’Ayurveda è uno degli aspetti fondamentali per riportare equilibrio ai 3 Dosha; la cosa interessante è che per ogni persona, a seconda della costituzione o dello squilibrio, più frequentemente,verranno consigliati determinati alimenti e combinazioni di questi.
Questo in base al concetto fondamentale che dice che i simili aumentano i simili,mentre i contrari riducono i contrari: ovvero se c’è troppa leggerezza di Vata darò alimenti con qualità di opposta pesantezza; viceversa se c’è pesantezza di Kapha selezionerò alimenti con caratteristiche di leggerezza.
Questo lo si fa tenendo conto dei sapori o Rasa, delle qualità o Guna e della potenza o Virya dei cibi.
Perché un pasto sia completo e salutare è indispensabile secondo l’Ayurveda che siano presenti tutti i sei sapori o RASA: dolce, acido, salato, piccante, amaro e astringente.
Il dolce lo troviamo in tutti i cereali, nella frutta dolce e ovviamente nei dolci; pacifica-equilibra Vata il dosha più leggero e instabile. Ecco perché quando abbiamo instabilità fisica,mentale ed emozionale siamo attratti da questi cibi. Pacifica anche Pitta e squilibra Kapha.
Acido è presente negli agrumi e altra frutta acida, yogurt, formaggi acidi e fermentati, aceto. Pacifica Vata, squilibra sia Pitta che Kapha.
Salato: il sale ovunque sia aggiunto; pacifica Vata, squilibra Pitta e Kapha.
Piccante in tutte le spezie, pacifica Kapha il dosha più pesante che richiede quindi qualcosa di stimolante; squilibra Pitta, già caldo di per sé e anche Vata.
Amaro caratterizza alcune spezie come la curcuma ed il fieno greco, le verdure a foglia verde. Pacifica molto Pitta, va bene per Kapha e squilibra Vata.
Astringente è il sapore caratteristico della frutta acerba e anche dei legumi; equilibra Kapha e Pitta, squilibra Vata.
Oltre a ciò, è importante considerare le qualità o GUNA dei cibi: pesante-leggero, untuoso-secco, caldo-freddo.
Ogni cibo possiede più di una di queste qualità e questo si rifletterà sulla possibilità di riequilibrare i 3 Dosha: cereali pesanti come il frumento e il grano saraceno pacificano Vata e squilibrano Kapha; orzo e miglio leggeri equilibrano Kapha e Pitta e squilibrano Vata .
L’untuosità è apprezzata da Vata,ma squilibra soprattutto Kapha ed un po’ Pitta; viceversa la secchezza, cioè la ridotta quantità di oli e ghee vanno bene per Kapha e Pitta.
Il caldo va bene per Vata e Kapha e non per Pitta; il freddo va bene per Pitta, ma non per Vata e Kapha.
La potenza o Virya è di due tipi: calda o fredda. Certi cibi come le spezie sviluppano immediatamente nel corpo calore, altri come il ghee rinfrescano.
Importante quando si mangia oltre che cosa si mangia: il pasto principale è il pranzo, tra le 12 e le 13, quando il sole è allo zenit e di conseguenza tutti gli AGNI, i fuochi digestivi sono al massimo della loro attività.
Alla sera il corpo si chiude come un fiore e quindi la digestione è assolutamente inadeguata ad un pasto con proteine animali, formaggi, verdure crude; meglio verdure cotte,cereali, legumi.
Molto importante in Ayurveda anche il concetto di AGNI, il potere digestivo.

Il termine usato dall'Ayurveda per descrivere il potere digestivo è "AGNI". Il termine significa letteralmente "FUOCO".
AGNI metabolizza i nutrienti eterologhi provenienti dal mondo esterno e, separandoli dagli scarti, li trasforma negli elementi omologhi del corpo.
Il concetto di AGNI è assimilabile a quello moderno di "enzimi digestivi", si estende però alle tappe successive del metabolismo. AGNI perciò può essere definito anche come "potere metabolico" del corpo.

“Durata della vita, forza salute, entusiasmo, robustezza, lustro, immunità, energia, qualità del metabolismo - tutti questi fattori dipendono dalla bontà della digestione”. (Caraka Samhita)

“Un uomo si ammala se la digestione è debole, mentre vive a lungo libero da malattie se la sua digestione è forte”. (Caraka Samhita)


“Prana Vata riceve il cibo e lo trasporta nello stomaco dove viene disintegrato dai succhi digestivi e trasformato dagli enzimi (Pachaka Pitta) attivati da Samana Vata.”
“Il fuoco digestivo cuoce il cibo che è stato preso nella giusta quantità ed al momento opportuno e lo suddivide in RASA (frazione nutritiva) e MALA (escreti), proprio come il fuoco cuoce i chicchi di riso messi a bollire in una pentola.” (Caraka Samhita)

  • Non è necessario essere vegetariani per godere i benefici dell'Ayurveda Maharishi. Sebbene la dieta migliore per l'Ayurveda Maharishi è la dieta vegetariana, vengono anche considerati alimenti a base di carne. Nella cura di molte malattie viene tuttavia indicata una dieta vegetariana o un uso moderato di carne o pesce. In patologie specifiche l'uso della carne è sconsigliato.
  • La ricerca scientifica moderna ha evidenziato che una dieta vegetariana equilibrata è la migliore e la più sana. Per esempio, la frequenza del cancro al colon, e di altri tipi di tumore, è dì molto inferiore nei vegetariani rispetto ai non vegetariani.
    E ancora, l'incidenza dell'obesità, fattore di rischio nelle malattie cardiocircolatorie, nell'ipertensione e nel diabete, è significativamente inferiore nei vegetariani. Lo stesso dicasi per il valore della colesterolemia.
  • La dieta è molto importante per la nostra salute. Secondo l'American Cancer Society, fino al 35% dei 900.000 nuovi casi di cancro all'anno nei soli USA, potrebbero essere prevenuti semplicemente seguendo abitudini alimentari appropriate.
    Qualsiasi dieta vi sia stata prescritta, per favore seguitela in modo facile e confortevole. Se consumate carne regolarmente, iniziate a ridurre almeno le carni rosse e quelle di maiale e a sostituirle con pesce o pollo e tacchino. Con il tempo scoprirete che sarete in grado di ridurre anche questi ultimi senza fare sforzo o creare tensione nella fisiologia.


Khichari

Cibo nutritivo della tradizione Ayurvedica; semplicemente si tratta di riso e lenticchie decorticate (meglio lenticchie chiamate "MUNG DHAL") cotti a lungo insieme fino ad ottenere una zuppa densa e cremosa. Adatto come zuppa per la cena o per un pasto leggero o come piatto nutriente per una giovane madre o per convalescenti.

per 3-4 persone:

Acqua 2 tazze e 3/4
Mung Dhal 1/2 tazza
Riso Basmati 1/4 di tazza
Sale 1 cucchiaino da tè
Vata Churna (in farmacia) 1 cucchiaino da tè
Ghee 3 cucchiai da tavola
Cumino 1 cucchiaino da tè
Semi di mostarda 1 cucchiaino da tè
Zafferano 1/4 - 1/2 cucchiaino da tè (no per PITTA)


Preparazione:
Portare ad ebollizione 1 tazza e 1/2 d'acqua e quindi aggiungere lenticchie, sale, Vata Churna e le altre spezie; coprire, lasciare bollire e poi ridurre la fiamma e continuare a cuocere per un ora. Aggiungere il riso, 2 cucchiai di ghee, l’acqua rimanente, riportare ad ebollizione, abbassare la fiamma e lasciare cuocere per 1/2 ora. Mescolare frequentemente per evitare che attacchi e aggiungere acqua se diventa troppo spessa. Quando è pronta da servire, scaldare il ghee rimanente in un pentolino con cumino e semi di mostarda, quando i semi di mostarda scoppiettano mescolare il tutto con il Khichari e servire.


Yogurt, buttermilk e lassi

YOGURT
Nell’Ayurveda si dice che lo Yogurt aumenta l'appetito e la forza; aumenta il Dosha Kapha, diminuisce Vata e aggrava (squilibra) Pitta. Lo Yogurt ha qualità calde e sapore acido, è quindi controindicato per chi ha problemi di tipo Pitta (disturbi gastrici, tipo gastrite-ulcera-acidità in genere).
Lo Yogurt e il formaggio non dovrebbero essere assunti alla sera, perché tendono a chiudere i canali del corpo se non vengono ben digeriti. Lo yogurt dovrebbe essere comunque sempre dolcificato o preso con altri cibi, anziché da solo. I fermenti contenuti nello yogurt sono benefici quando sono vivi ed attivi, quindi non si deve scaldare o cuocere per evitare di ucciderli.
L'Ayurveda sostiene che il modo migliore per assumere lo yogurt è sotto forma di Buttermilk o di Lassi; due ricette in cui semplicemente lo yogurt viene diluito con acqua. Per entrambe le ricette l'ideale è utilizzare yogurt fatto in casa.

BUTTERMILK
1 parte di yogurt + 1 parte di acqua (non calda)

Preparazione:
mescolare nel frullatore a bassa velocità; dopo 1-2 minuti si separerà la parte grassa, venendo in superficie, toglierla con una paletta, quello che rimane è il Buttermilk; aggiungere volendo delle spezie:

Vata sale, oppure cumino, oppure dolcificarlo
Pitta zucchero grezzo o di canna
Kapha zenzero, pepe nero e un pò di miele

LASSI
1 parte di yogurt + 3-4 parti di acqua, più le spezie come sopra.

Si possono bere a pranzo, durante e dopo il pasto.

Queste due bevande hanno effetti diversi dallo yogurt da solo. Rafforzano e migliorano digestione e appetito. Pacificano (equilibrano) tutti e tre i Dosha e sono considerati molto utili per ognuno. L'uso delle spezie in generale in Ayurveda è molto consigliato per promuovere la digestione e quindi una buona formazione dei tessuti del corpo ed una buona eliminazione delle sostanze nocive, grazie all'effetto antiossidante degli oli essenziali contenuti nelle spezie.


Aperitivi allo zenzero
per 6/10 persone

2 radici di zenzero fresco, 1/4 di tazza di dolcificante (sciroppo di riso o miele, secondo il gusto)

Preparazione:
Pulire lo zenzero fresco e spremerlo in una centrifuga. Aggiungere lentamente il miele finché il succo dello zenzero ottiene un lieve sapore dolce, normalmente servono due parti di zenzero per una parte di miele. Bere a piccoli sorsi prima di mangiare.

1 radice di zenzero fresco, 1 limone spremuto, sale grosso

Preparazione:
Pulire e sbucciare lo zenzero fresco quindi tagliarlo finemente. Aggiungere il succo del limone e un pizzico di sale marino grezzo.Prenderne una piccola quantità prima di iniziare a mangiare.


Pasta alle verdure
per 4/6 persone

In questa ricetta le verdure vengono utilizzate per condire la pasta (maccheroni, penne, sedani, conchiglie, riso, ecc), ma potrebbero costituire un ottimo contorno.

3 verdure a scelta (cavolfiore, piselli, pomodori, zucchine, sedano, carote, fagiolini, finocchio a dadini), semi di senape nera, curcuma, semi di cumino, curry in polvere, farina di cocco, uvetta sultanina, mandorle, yogurt, ghee

Preparazione:
Cuocete le verdure finché siano ben cotte ma tuttavia croccanti. In un tegame scaldate il ghee, aggiungete i semi di senape nera e di cumino, tostateli fino a quando scoppiettano. Aggiungete lo yogurt fino ad ottenere una salsa lattosa. Aggiungete la curcuma, l’uvetta, le mandorle tostate e la farina di cocco. Mescolate la salsa alle verdure e servite.


Chutney di pere con datteri e mandorle
10 porzioni

1 cucchiaino di peperoncino rosso, 1 cucchiaio di zenzero fresco sminuzzato, 1 cucchiaio di buccia d’arancia grattugiata, 1 cucchiaino di semi di cardamomo schiacciati o polvere di cardamomo, 1 o 2 bastoncini di cannella, ghee, 1 tazza di spremuta d’arancia, ¼ tazza di zucchero di canna, 6 pere sbucciate, pulite e tagliate a pezzi, 1 tazza di datteri lavati, snocciolati e tagliati a pezzi, ½ tazza di mandorle tostate e tagliate

Preparazione:
Friggete le spezie in una padella per alcuni minuti. Aggiungete la buccia grattugiata e il succo d’arancia. Aggiungete le pere e portate ad ebollizione quindi mescolate lentamente finché tutto è denso. Mescolate spesso specialmente alla fine per evitare di bruciare il chutney. Aggiungete i datteri e le mandorle. Lasciate raffreddare fino a temperatura ambiente e poi servite.


Dolcetti al sesamo e cocco
per 20-24 dolcetti

½ tazza di burro di mandorle, ¼ di tazza di semi di girasole tostati, ½ tazza di datteri tritati, 1 cucchiaio di succo di mela, ¼ o ½ tazza di sciroppo d'acero, 2 cucchiai di cacao in polvere, cocco leggermente tostato, semi di sesamo tostati

Preparazione:
Mescolate insieme tutti gli ingredienti ad eccezione del sesamo e del cocco e date una forma rullabile. Mescolate fra loro i semi di sesamo ed il cocco. Date la forma di palline quindi rivestitele con la miscela di sesamo-cocco. Riponete in frigorifero.


Lassi dolce
per 4-6 persone

1 tazza di yogurt, 1 tazza d'acqua, 3 cucchiai da minestra di zucchero di canna o zucchero di dattero

Ingredienti per insaporire: un pizzico di cardamomo, 3 gocce di acqua di rose, un rametto di menta fresca, ½ tazza di polpa di mango, ½ cucchiaino da tè di scorza di limone, ½ cucchiaino da tè di scorza d'arancia, un pizzico di sale e due pizzichi di pepe. Altri sapori da aggiungere eventualmente: banana, bacche, kiwi, zenzero, datteri

Preparazione:
Mescolare gli ingredienti base nel frullatore. Insaporire mescolando gli altri ingredienti. Filtrare se necessario.


ZENZERO

È per la cucina orientale ciò che l'aglio rappresenta per la cucina di casa nostra.

Nome botanico: Zingiber officinale

Dello zenzero si usa il RIZOMA, cioè la porzione di fusto che cresce sotto terra e che perciò viene comunemente chiamata radice. Questa radice ha una forma irregolare, ramificata e bitorzoluta, con scorza chiara tendente al beige, polpa biancogiallognola e fibrosa, di sapore forte. L'Ayurveda descrive lo zenzero come aromatico, stimolante e carminativo, d'aiuto cioè ad espellere i gas dell'intestino e ad alleviare crampi e coliche. Sebbene lo zenzero fresco possieda un gusto inizialmente assai piccante, è in realtà una spezia assai appropriata anche per la stagione Pitta, perché durante la digestione si addolcisce.
Se lo comprate fresco, date la preferenza a un rizoma sodo, pesante e non eccessivamente grosso, con la polpa chiara e profumata.
Lo zenzero fresco è un potente ausilio per la digestione. Usato in piccole quantità, stimola Agni (il fuoco digestivo) ed è utile per promuovere l'assimilazione. Subito prima dei pasti principali si possono prendere una o due fettine di zenzero con un pizzico di sale e qualche goccia di limone per ravvivare Agni. Si conserva, fresco, per 2/3 settimane in frigorifero, ben avvolto in un sacchetto di carta. Se lo comprate essiccato, prendetelo possibilmente intero a pezzi e poi macinatelo o grattugiatelo.
Conservatelo racchiuso in un contenitore a chiusura ermetica. Lo zenzero in polvere è più forte e concentrato e va usato con moderazione nella stazione Pìtta. Gli antichi testi raccomandano lo zenzero in polvere per correggere anoressia e flatulenza, diarrea, tosse cronica, palpitazioni e coliche. Coloro che soffrono di mal d'auto, mal d'aereo o mal di mare, potrebbero vedere alleviati i loro sintomi da un tè di zenzero. Il tè di zenzero è anche raccomandato per tosse, mal di gola e raffreddore.


Verdure Allo Zenzero
per 4 persone

700 gr di verdure fresche miste a piacere (carote, cavolfiore, sedano, zucca, cavolo cappuccio, ecc.), un pezzetto di zenzero di 5 cm., 2 cucchiai di ghee (burro chiarificato), ½ cucchiaino di zafferano, 1 cucchiaino di cumino, un bicchiere di brodo vegetale, sale e pepe

Preparazione:
Sbucciate lo zenzero con un coltellino molto affilato e tagliatelo a listarelle il più sottili possibile. Fate saltare lo zenzero in una casseruola dove avrete precedentemente messo a sciogliere il ghee, mescolate accuratamente per un paio di minuti. Unite lo zafferano, il cumino e le verdure pulite e tagliate a tocchetti. Salate e pepate con moderazione e continuate a mescolare. Bagnate con il brodo vegetale, coprite e cuocete per 15 minuti o finché le verdure avranno raggiunto la consistenza per voi desiderata (più o meno cotta), ma ancora croccanti. Saranno un ottimo contorno ad un piatto di riso Basmati pilaf.


Cavolo con spezie
per 6/8 persone

1 tazza di cavolo in cimette, 2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva, 1 cucchiaino di zenzero a pezzettini, ¼ di tazza di semi di sesamo, 1 peperoncino rosso fresco, sale e pepe

Preparazione:
Cuocere a vapore le cimette di cavolo per 3-4 minuti. Deve essere croccante. Metterlo in una ciotola. Scaldate l'olio in una larga padella. Aggiungete lo zenzero e i semi di sesamo. Soffriggete su fuoco moderato fino a quando i semi scoppiettano. Aggiungere il peperoncino pulito e tagliato a pezzettini. Mescolate nuovamente. Aggiungete nella padella le cimette, salate e pepate. Mescolate bene e coprite. Lasciate cuocere per alcuni minuti. Servite caldo.


Samosa ripieni di verdura
per 24 Samosa

2 tazze di farina (bianca e integrale), 1 cucchiaino di sale, 3 o 4 cucchiai di ghee o olio di girasole o mais, 1/3 di tazza di Yogurt intero, acqua fredda q.b.

Per il ripieno:
1 cucchiaino di cumino, 1 cucchiaino di coriandolo, 1 cucchiaino di finocchio, 3 o 4 cucchiai di ghee o olio, 1 cucchiaino di chiodi di garofano, 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 cavolfiore bianco, 1 tazza di lenticchie, 1 cucchiaino di curcuma, sale q.b


Preparazione dei samosa:
Mettete in una ciotola la farina, il sale, l'olio, lo yogurt. Aggiungete gradualmente l'acqua e, mescolando con un cucchiaio di legno, amalgamate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido. A questo punto spostate l'impasto su di una spianatoia infarinata e impastate energicamente con le mani. Alla fine si otterrà una pasta soffice ed elastica. Formate una palla; ungetela con l'olio e fatela riposare coperta per circa un'ora. Durante questo tempo si preparano le verdure per il ripieno dei samosa.

Preparazione delle verdure:
Tostate a secco in una padella a calore moderato, i semi di cumino, coriandolo, finocchio, chiodi di garofano e la cannella in polvere. Lasciate intiepidire e poi macinate il tutto. Cuocete a vapore le cimette del cavolfiore precedentemente pulite, tagliate e lavate. Lessate le lenticchie in abbondante acqua. Scaldate il ghee in una padella, aggiungete un cucchiaio raso delle spezie macinate. Dopo pochi secondi aggiungete i pezzetti di cavolo e la tazza di lentìcchie lessate, mescolate, salate e spolverate il tutto con un cucchiaino di curcuma. Mescolate nuovamente per qualche minuto, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Accendete il forno a 200°. Riprendete ora la pasta e impastatela nuovamente. Fatene un grosso "salame" e tagliatelo in circa 12 pezzi uguali. Uno alla volta appiattiteli sempre sulla spianatoia infarinata e con un mattarello formate dei dischetti di circa 10-12 cm, di diametro. Tagliateli a metà ed inumidite il bordo dritto. Mettete una cucchiaiata delle verdure preparate sul lato destro del mezzo dischetto. Richiudete, e con le dita premete sul lato dritto precedentemente inumidito, mentre con i rebbi di una forchetta pressate il bordo tondo del samosa. Mettete i samosa sulla placca del forno e cuoceteli per circa 20/25 minuti. Prima di metterli nel forno, se volete, potete spennellare i samosa con il ghee. A fine cottura la superficie apparirà "glassata".


“Dieta è qualsiasi cosa che venga presa da ogni campo della percezione, attraverso qualsiasi senso di percezione, qualsiasi modo della mente e qualsiasi modo dell'intelletto”. (Maharishi)


Ghee, il Burro di una volta
L’Ayurveda, o Scienza della Vita, riconosce nel Ghee uno dei più efficaci mezzi per il ringiovanimento. Vale come elisir di vita, perché ha effetto di ringiovanimento e di rigenerazione delle cellule. Il Ghee è, assieme al latte e al miele, un elemento naturale e si usa nelle pietanze ayurvediche. È prodotto in forma naturale: il burro senza sale è liberato dall'acqua e dagli elementi di proteine in esso contenuti e cosi diviene un prodotto puramente naturale. Il Ghee ha molteplici usi, interni ed esterni. È un elemento nutrizionale di base. È da usarsi in ogni buona cucina; oltre che ad essere un elemento base da possedere in ogni casa come rimedio farmaceutico-casalingo. È usato per la produzione di cosmetici e di preparati ayurvedici. II Ghee insieme all'acqua è la cosa più importante per la purificazione del corpo.
L'Ayurveda senza Ghee non è nemmeno pensabile. Il Ghee è facilmente digeribile e spegne i bruciori dello stomaco. È assorbito facilmente dall'intestino per affluire direttamente alle cellule del corpo; aiutando a bilanciare lo stress e il nervosismo degli uomini del nostro tempo.

Il Ghee in cucina:
Il Ghee è prodotto dai tempi dei tempi per la preparazione di cibi. Già nel Risorgimento era conosciuto accanto al bestiame e frumento come una ricchezza chiamata l'oro liquido. La cucina ayurvedica usa il Ghee al posto del burro e dell’olio, rispetto ai quali è più conveniente dando buoni risultati con un consumo minimo.
Non necessita di refrigerazione, è facilmente digeribile ed il suo gusto leggermente dolce rende le pietanze più raffinate e piene nel gusto. Si usa per cucinare, friggere e arrostire perché si può scaldare e cuocere senza diminuire e quindi perdere le sue qualità: ogni altro olio o grasso ad alte temperature diventa difficilmente digeribile. Il Ghee è l'unico grasso che aiuta il corpo anziché appesantirlo. La particolarità di questo grasso (Ghee) è che aiuta la digestione e le persone che devono evitare i grassi non devono con questo più rinunciare a dolci e fritture solo perché hanno problemi di colesterolo o malfunzionamento di fegato e bile; il Ghee tiene il colesterolo bilanciato. Ottimo per soffriggere spezie, per insaporire le verdure a vapore e per assaporare il pane con le spezie varie (ha la funzione del burro normale). Le sostanze chimiche, esempio pesticidi, che si trovano nei nostri cibi, sono smaltiti, attraverso il Ghee.

Il Ghee come rimedio casalingo:
È possibile usarlo sia internamente, sia esternamente. Per questo è ritenuto un rimedio universale. Già dopo poche ore dal parto, la madre dà al suo bambino poche gocce di Ghee, che è ottimo anche per la pelle sensibile del nascituro. La madre lo prende come rilassante oltre che come digestivo. Usando il Ghee nel mangiare sono eliminati dal corpo congestionamenti preesistenti.
Al mattino protegge la pelle del viso, e si può usare anche come dopobarba; spalmato nel naso lo pulisce e lo protegge dai raffreddori; applicato la sera sotto i piedi aiuta ad avere un sonno salutare. Con il latte caldo ci aiuta a dormire meglio e nello stesso tempo al mattino si andrà regolarmente in bagno. Per gli occhi stanchi aiuta a togliere l'affaticamento e rinforza la vista durante la notte. E molto consigliabile usarlo anche come struccante; protegge la pelle delle mani che tende a screpolarsi col freddo ed inoltre toglie lo sporco difficile dalle dita delle mani. Infine è un buon rimedio per togliere le macchie difficili come olio dai vestiti (assorbe molto bene), o per rinfrescare e ridare bellezza alle superfici come metalli, legno o materiale plastico.

Il Ghee in medicina:
Esistono molti preparati di medicina ayurvedica, che contengono come sostanza di base il Ghee. Questo Ghee usato in medicina contiene in esso diverse piante (estratti) medicamentosi, che sono preparati con delle regole ferree, e poi mescolati insieme (al Ghee). È un rimedio ayurvedico che ha molteplici usi: internamente come medicina per determinate e specifiche malattie; esternamente usato come crema da massaggio o come impacco e frizione. Il potere terapeutico del Ghee come Rasayana (potere di guarigione naturale) combinato insieme alle erbe medicinali potenzia il loro potere curativo: ogni terapia ayurvedica inizia con una cura di Ghee, poiché nient’altro lega le scorie presenti nel corpo, come il Ghee. Sulla lista degli elementi che riescono a legare a sé i radicali liberi, al primo posto, lontano dalla vitamina A ed E che arrivano molto dopo, c'è proprio il Ghee, che ha sul nostro corpo l'effetto di allungare la vita, se usato costantemente. Il Ghee rinforza la parte difensiva del nostro corpo e il sistema immunitario, toglie il senso d'ansia e di nervosismo, purifica il nostro organismo da eventuali scorie, aiuta la costruzione dell'OJAS (la nostra parte di radiazione, irraggiamento), nutre e rafforza il tessuto corporeo ed i suoi sette componenti (plasma, sangue, ossa, midollo osseo ed i nervi), bilancia inoltre tutti e tre i principi del metabolismo (vata, pitta, kapha = vento, fuoco, acqua) abbassa il colesterolo, tranquillizza i nervi, rende le articolazioni più sciolte e fluide. Migliora le funzioni del nostro cervello, migliora l’intelligenza e la memoria, rafforza il fegato, allontana i bruciori allo stomaco, scioglie le tossine e toglie l'acidità del corpo, stimola la secrezione, crea e rende la pelle morbida, elastica, tonica e liscia.

Il Ghee e il suo contenuto (composizione)
Contiene le sostanze minerali; Na, Ka, Ca, Ph, Mg, Fe - Contiene le vitamine A, E Niacin - Contiene importanti grassi vegetali non solidi - Contiene importanti acidi non saturi - È esente da proteine animali - È esente da elementi, aggiunti.

Il Ghee e la sua conservazione
Un buon Ghee dura nel tempo e non va mai a male. Testi ayurvedici descrivono che il Ghee vecchio di 100 anni cura le malattie. Si può tenere a temperatura ambiente in quanto non necessita di essere riposto al fresco per essere conservato. Non sopporta, in ogni modo l'umidità. Si consiglia di tenerlo in un recipiente dove non prenda luce; nessun altra limitazione.